Disturbi da contaminazione - Si tratta di ossessioni e
compulsioni connesse a improbabili (o irrealistici) contagi o
contaminazioni. Le persone che ne soffrono sono tormentate
dall'insistente fissazione che loro stessi, o qualcuno dei loro
familiari, possa ammalarsi entrando in contatto con qualche invisibile
germe o sostanza tossica. Sostanze "contaminanti" diventano spesso non
solo lo sporco oggettivo, ma anche urine, feci, sangue e siringhe, carne
cruda, persone malate, genitali, sudore, e persino saponi, solventi e
detersivi, contenenti sostanze chimiche potenzialmente "dannose". La
contaminazione temuta può essere anche relativa a "sporco" di natura
sociale (il tossicodipendente, il barbone, l'anziano, ecc.) o metafisica
(il male, il diavolo, ecc.). In alcuni casi non vi è il timore di
malattia, ma soltanto un forte senso di disgusto nell'entrare in
contatto con certe sostanze. In ogni caso, bagni pubblici, cassonetti
dell'immondizia, giardini, autobus o cabine telefoniche vengono
accuratamente evitati, così come qualunque luogo che possa essere
"infetto". Se la persona entra in contatto con uno degli agenti
"contaminanti", mette in atto una serie di rituali di lavaggio, pulizia,
sterilizzazione o disinfezione volti a neutralizzare l'azione dei germi
e a tranquillizzarsi rispetto alla possibilità di contagio o a
liberarsi dalla sensazione di disgusto. Tali rituali, fra cui i più
comuni sono certamente il lavaggio ripetuto e particolareggiato delle
mani e del corpo, dei vestiti, dei cibi e di altri oggetti personali,
coinvolgono spesso i familiari, che sono "costretti" dal paziente ad
evitare luoghi "contaminati" e a lavarsi più del necessario.

Tratto da: "Vincere
le ossessioni. Capire e affrontare il Disturbo
Ossessivo-Compulsivo"
di Gabriele Melli - Editore Eclipsi, Firenze